L’OCARINA

 

L'ocarina è stata inventata dal costruttore di Budrio (Bo) Donati nel 1850 circa ed ebbe subito un immediato successo, che andò però a scemare nel tempo.                                         Rimase in auge invece per un tempo maggiore in Inghilterra. Attualmente vi sono diversi costruttori, oltre che a Budrio, in Germania, Austria, Giappone, ma soprattutto nella Corea del Sud, ove vi sono anche raffinatissimi suonatori.                 Questo strumento è costruito in terracotta e in 7 diverse tonalità, mentre nella foto sopra sono raffigurate quelle dal n°1 al n°5.                                                                                                               Mancano quelle più grandi (quindi dal suono più basso), queste ultime sono di dimensioni notevoli, per cui può essere necessario un ausilio per poterle reggere.                                           Si tratta essenzialmente di un flauto globulare, ovvero il suono prende corpo all'interno di un globo, diversamente da quanto avviene in un flauto a tubo diritto.                               Esistono e sono esistiti in passato altri flauti globulari, basti pensare a quelli dell'america latina, anch'essi denominati "ocarine".                                                                                           Ovviamente quando le usiamo per suonare musica medievale e rinascimentale questi strumenti non possono essere considerati filologici, ma si deve ricordare che soprattutto nel Medioevo venivano utilizzati flauti globulari costruiti con un corno di bue, chiuso all'estremità maggiore, nel quale venivano praticati alcuni fori per avere più note. Poichè questi strumenti non sono più reperibili, è l'ocarina "moderna" quella che maggiormente ne resuscita "la voce".  Il nostro gruppo è uno dei pochissimi nei quali un'unica ocarina viene usata sistematicamente sia come canto che come seconda voce o basso; infatti normalmente un gruppo ocarinistico è composto da 7 (o al massimo 8) strumentisti che usano ciascuno un'ocarina di diversa tonalità.

L’ocarina è stata inventata dal costruttore di Budrio (Bo) Donati nel 1850 circa ed ebbe subito un immediato successo, che andò però a scemare nel tempo.                               Rimase in auge invece per un tempo maggiore in Inghilterra. Attualmente vi sono diversi costruttori, oltre che a Budrio, in Germania, Austria, Giappone, ma soprattutto nella Corea del Sud, ove vi sono anche raffinatissimi suonatori.                                                                                                                  Questo strumento è costruito in terracotta e in 7 diverse tonalità, mentre nella foto sopra sono raffigurate quelle dal n°1 al n°5.                                                                                                               Mancano quelle più grandi (quindi dal suono più basso), queste ultime sono di dimensioni notevoli, per cui può essere necessario un ausilio per poterle reggere.                           Si tratta essenzialmente di un flauto globulare, ovvero il suono prende corpo all’interno di un globo, diversamente da quanto avviene in un flauto a tubo diritto.                               Esistono e sono esistiti in passato altri flauti globulari, basti pensare a quelli dell’america latina, anch’essi denominati “ocarine”.                                                                                           Ovviamente quando le usiamo per suonare musica medievale e rinascimentale questi strumenti non possono essere considerati filologici, ma si deve ricordare che soprattutto nel Medioevo venivano utilizzati flauti globulari costruiti con un corno di bue, chiuso all’estremità maggiore, nel quale venivano praticati alcuni fori per avere più note. Poichè questi strumenti non sono più reperibili, è l’ocarina “moderna” quella che maggiormente ne resuscita “la voce”.  Il nostro gruppo è uno dei pochissimi nei quali un’unica ocarina viene usata sistematicamente sia come canto che come seconda voce o basso; infatti normalmente un gruppo ocarinistico è composto da 7 (o al massimo 8) strumentisti che usano ciascuno un’ocarina di diversa tonalità.